L’economia al consumo: un passo verso un modello più sostenibile?

03.12.2019

Economia al consumo : un passo verso un modello più sostenibile?

È un fatto, a seguito della recente crisi che ha messo in discussione il potere d’acquisto di gran parte della popolazione a livello globale, i consumatori di oggi si fidano sempre meno dei giganti dell’economia. Come emerge dallo studio 2017 trust barometer realizzato da Edelman, la mancanza di fiducia riguarda tutte le autorità ed istituzioni, comprese le grandi aziende che gestiscono l’economia mondiale. 

Sempre di più, i consumatori associano il modello di società consumista alle problematiche che al giorno d’oggi affliggono le popolazioni di tutto il mondo, come l’inquinamento, l’abbassamento della qualità della vita o la mancanza di benessere sociale. Per questo, molte persone vogliono riprendere il controllo del proprio modo di consumare, abbandonando il concetto di proprietà e concentrandosi più sull’utilizzo dei beni e sui benefici ed il valore aggiunto che ne derivano. Il modello proposto dalla Subscription Economy o economia della sottoscrizione sembra rispondere a queste esigenze. 

Questa nuova modalità di consumo “a utilizzo” rappresenta molto più che una semplice rateizzazione dei costi di un bene o di un servizio e potrebbe diventare la norma in un prossimo futuro, ponendo così il rapporto con i clienti al centro delle strategie aziendali. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo sistema economico più trasparente e sostenibile?

Un modello di consumo vincente 

Il modello di economia a sottoscrizione non è una novità, ma recentemente è esploso grazie al diffondersi del e-commerce ed il mobile commerce, come emerge da un recente sondaggio pan-europeo realizzato da Elabe, dove l’85% degli intervistati afferma di aver sottoscritto almeno 1 abbonamento di un servizio. 

Questa evidenza è spiegata anche grazie ai benefici dell’economia al consumo: migliore gestione del budget e adattabilità all’evoluzione delle esigenze di consumo. Un modello che offre vantaggi anche a chi vende: il livello di fedeltà del consumatore migliora così come la conoscenza dei propri clienti grazie ad una relazione più stretta tra cliente e venditore, inoltre le società che si fondano sul modello di vendita di beni o servizi in abbonamento godono di maggiore stabilità finanziaria in quanto i ricavi sono ricorrenti.

L’economia della sottoscrizione appare dunque un modello vincente. Ciò nonostante, questa nuova modalità di utilizzo rende i consumatori più esigenti verso i grandi marchi e le aziende.  E cresce al contempo l’aspettativa verso una modalità di business più etico.

Che ruolo svolgere all’interno di un modello di consumo sostenibile?

In tutto il mondo, le modalità di consumo si evolvono sulla base delle esigenze e le preoccupazioni dei consumatori. La crisi finanziaria e il cambiamento climatico, ad esempio, hanno influenzato negativamente la percezione dell’economia globale da parte dei cittadini.

In un sondaggio del 2016 realizzato da AlphaWise/Morgan Stanley Research il 51% degli intervistati considera le “credenziali etiche” di un’azienda o di un marchio come fattori molto importanti o abbastanza importanti nel momento di scelta del venditore. Inoltre, tra i criteri di scelta di acquisto da parte dei consumatori, il rispetto dell’etica supera l’eventuale offerta di sconti o promozioni.

Nel scegliere se comprare o meno un prodotto, i consumatori di oggi si basano dunque su nuovi criteri. Un concetto che vale soprattutto per il cibo: l’origine e i benefici per la salute sono ormai criteri di scelta importanti quanto il gusto o il sapore. Questo rappresenta una ridefinizione dei modelli economici. E in questo scenario la subscription economy può dare il suo contributo. Fondata su acquisti ricorrenti, questa nuova modalità di consumo è una maniera intelligente per evitare ai consumatori di cedere ad acquisti compulsivi ma porta benefici anche alle aziende. Se questi ultimi vogliono mantenere la fedeltà e la fiducia del cliente, dovranno rispettare alcune regole etiche. L’economia della sottoscrizione può diventare un catalizzatore di questo nuovo paradigma.

I Modelli virtuosi già esistenti

Più flessibile e agile, il modello al consumo può essere sviluppato in maniera differente a seconda del tipo di azienda. Alcuni marchi rappresentano degli ottimi esempi di sperimentazione in questo campo.  Prendiamo ad esempio il settore dei prodotti alimentari venduti on line:  NatureBox negli Stati Uniti e BioBox in Germania hanno adottato esattamente questo posizionamento fondato sull’etica: fornire prodotti che fanno bene alla salute nel rispetto dell’ambiente. In Spagna, l’azienda Naranjas del Carmen si fa promotrice del concetto di “crowdfarming”: i consumatori “affittano” un albero di arance ottenendo in cambio la garanzia di consumare frutti di alta qualità oltre ad avere il controllo sulla quantità che consumano durante l’anno. Nel mondo del “pay as you go”, il modello a sottoscrizione permette di pagare esattamente per ciò di cui si ha bisogno, evitando il consumo inutile o lo spreco, nel caso del cibo.

In teoria, il modello al consumo non esige che i marchi adottino necessariamente un posizionamento che si basi sul rispetto dell’etica comune, ma in realtà, l’evoluzione della mentalità è così importante che le aziende e i marchi non hanno scelta.

La sottoscrizione di un abbonamento è un impegno che offre garanzie a tutti. Le aziende beneficeranno da ricavi ricorrenti e fedeltà del cliente, sempre che vadano incontro alle loro aspettative e ne rispettino i valori. Un impegno sostenibile, questa è la promessa dell’economia della sottoscrizione.

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